Notizie flash

spazio riservato per inserimento notizie

I prati e i pascoli PDF Stampa E-mail

Non solo i boschi, ma anche i prati costituiscono ambienti ideali per lo sviluppo di numerose specie fungine. Prati e pascoli possono essere considerati un unico ambiente; infatti, ciò cheprati e pascoli differisce il secondo dal primo è la presenza di animali domestici che contribuiscono ad arricchire il suolo di sostanza organica con riflessi generalmente positivi sulla crescita dei funghi. Questi ambienti si trovano principalmente in zone montane ed occupano vasti spazi al limite ed oltre la vegetazione arborea.

La presenza di alberi ed arbusti è minima, quindi la maggior parte dei funghi che vi crescono sono saprofiti, salvo alcune specie che si associano con piante erbacee. Una caratteristica dei prati è la presenza di strisce o cerchi di erba più scura e rigogliosa chiamati cerchi delle streghe, dove si sviluppano la maggior parte dei funghi commestibili presenti. Questi sono principalmente i Prataioli o “Turini” (Agaricus campestris, A. arvensis, A. litoralis, il grande A. urinascens ed altri), ma il prato è sicuramente la patria del primaverile e ricercatissimo Prugnolo (Calocybe gambosa), le altre specie sono rappresentate dalle Gambesecche (Marasmius oreades), dai Coprini (Coprinus comatus), dalle Mazze di tamburo (Macrolepiota procera), dalle Vesce (Lycoperdon perlatum, Calvatia utriformis e Bovista plumbea), dall’Agarico scarlatto (Hygrocybe punicea), ed altri.

Uno su tutti è però rappresentativo dell’area dei Sibillini, un fungo noto a tutte le popolazioni delle frazioni montane e chiamato, a secondo dei posti, in nomi diversi e svariati, non senza un briciolo di fantasia: Porcino di montagna, Lugliarolo, Prugnolo nero, Cardarella e Fungo di San Giovanni. Stiamo ovviamente parlando del Tricholosporum goniospermum, fungo assai raro in tutta Italia, ma abbondante in alcune annate nei Sibillini, tanto da aver rappresentato in passato una importante risorsa alimentare per i locali. Oggi è sicuramente specie che si presta di più allo studio dei vari appassionati di Micologia che giungono da più parti per avere l’emozione di vederlo nel suo habitat.

Dobbiamo però rilevare, in questi luoghi, anche l’insana abitudine a raccogliere e consumare regolarmente (anche alla griglia!) il Prugnolo d’inverno (Clitocybe nebularis) che cresce nel primo autunno in enormi “cerchi delle streghe” con produzioni di tutto riguardo. Altre specie tossiche anche se non pericolosissime sono rappresentate da Agaricus gr. xanthodermus e dai fimicoli Stropharia semiglobata e Anellaria separata.