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Il bosco di conifere PDF Stampa E-mail

In tutta l’area dei Sibillini, le conifere non sono alberi autoctoni, bensì impiantati a partire dagli anni ‘50 e non tutti si sono ambientati in maniera adeguata. bosco di conifere

Infatti sia l’Abete bianco (Abies alba) che l’Abete rosso (Picea abies) così come il Larice (Larix decidua) e la Douglasia (Pseudotsuga menziesii) hanno avuto, in questi ambienti, una crescita lenta ed hanno stentato a colonizzare autonomamente le aree limitrofe. Per questo motivo, a nostro avviso, non hanno ancora creato, salvo rare eccezioni, un substrato adatto alla crescita dei funghi. Inoltre i boschi impiantati sono spesso troppo fitti e quindi con condizioni di luce ed aria sfavorevoli alla produzione fungina. Il Pino nero (Pinus nigra) invece, ed in parte anche il Pino silvestre (Pinus sylvestris), hanno avuto un rapido ambientamento ed hanno così formato numerose pinete anche naturali che, oltre ad arricchire il paesaggio boschivo della fascia pedemontana, hanno presto creato il substrato adatto allo sviluppo di numerose specie fungine.

In queste pinete costituite principalmente da Pino nero, sovente associato a Roverella e diversi Aceri, si possono trovare, a volte in quantità industriali, i classici Pinaroli (Suillus granulatus e Suillus luteus) mischiati sovente con il Chroogomphus rutilus, le Morette (Tricholoma gr. Terreum), le Finferle (Cantharellus lutescens), i Lattari (Lactarius deliciosus e L. sanguifluus), il Moccolone (Hygrophorus latitabundus) ed il precocissimo Strobilurus tenacellus (già dal mese di febbraio). Tra i tossici, anche in questo ambiente fa la sua presenza Amanita phalloides, troviamo poi Amanita proxima, Russula torulosa e qualche Gyromitra gigas. Le pinete sono comunque ambienti da frequentare in periodo autunnale in quanto risentono, maggiormente rispetto ad altri, della siccità estiva e del vento.